Autore archivio: Sarina9010

San Francesco e il lupo di Gubbio

Il tempo in cui San Francesco abitava nella città di Gubbio, nella campagna circostante apparve un lupo grandissimo, terribile e feroce, che non solo divorava gli animali, ma anche gli uomini, al punto che i cittadini avevano una gran paura, poichè si avvicinava spesso alla città. Tutti uscivano armati dalla città, come se andassero a combattere e, nonostante ciò, se qualcuno da solo si imbatteva in lui non era in grado di difendersi. Così per paura del lupo essi giunsero al punto che più nessuno osava uscire dalla città.
Allora San Francesco ebbe compassione degli uomini e decise di andare incontro al lupo, anche se tutti i cittadini lo sconsigliavano. Fattosi il segno della croce, si mise in cammino con i suoi compagni, affidandosi con fiducia a Dio. Quando i compagni ebbero timore di proseguire, il santo procedette da solo, seguito a distanza dallo sguardo di molti contadini venuti a vedere questo miracolo.
Quando il lupo gli si fece incontro con la bocca spalancata, San Francesco gli si avvicinò, gli fece il segno della croce e, chiamandolo “fratello lupo” , gli comandò in nome di Cristo di non fare male a nessuno. Come per miracolo, appena fatto il segno della croce, il lupo terribile chiuse la bocca e si fermò. Fatto ciò che gli era stato comandato, si avvicinò mansueto e si accovacciò ai piedi di San Francesco. Allora S. Francesco lo accusò dei danni e dei grandissimi mali compiuti in quei luoghi, non solo ferendo e divorando gli animali, ma anche uccidendo e straziando gli uomini, creature fatte a immagine e somiglianza di Dio; perciò era degno dell’impiccagione in piazza come un ladro e un omicida, essendosi attirato l’odio e l’inimicizia di ogni gente di quella città. A queste parole, il lupo con i movimenti del corpo, della coda e degli orecchi, chinando il capo, mostrò di accettare le parole del santo e di volergli ubbidire.
Allora S. Francesco aggiunse che era ormai tempo di fare la pace con gli uomini: se il lupo l’avesse osservata stabilmente, senza far male nè all’uomo nè ad altri animali, egli l’avrebbe fatto nutrire dagli uomini di quella città per tutta la vita, in modo da non patire più la fame, perchè tutto il male da lui commesso, l’aveva fatto per fame e non per cattiveria.

Su richiesta del santo, il lupo promise piegando il capo; poi, alla richiesta di confermare la promessa con il giuramento, il lupo sollevò la zampa e, con fare mansueto, la pose nella mano di San Francesco, confermandogli il proprio consenso. Allora il santo gli ordinò in nome di Cristo di seguirlo senza timori, per consacrare la pace. E il lupo lo seguì come un mite agnello. I cittadini si meravigliarono molto e rapidamente la notizia si diffuse per tutta la città, così che accorsero in piazza grandi e piccoli, uomini e donne, giovani e vecchi, per vedere il lupo con San Francesco.
Il santo, quando vide radunato il popolo, ne approfittò per spiegare che simili calamità sono permesse da Dio per purificare l’uomo dai suoi peccati e che il fuoco infernale è eterno e molto più pericoloso del lupo, il quale può uccidere solo il corpo.
Quindi esortò il popolo a fare penitenza per ottenere da Dio, nel presente, di essere liberato dal lupo e, nel futuro, dalle fiamme dell’inferno. Poi il santo parlò della promessa fatta dal lupo di fare la pace con gli uomini e di non offenderli in nessuna cosa; si proclamò garante di quella pace a patto che gli uomini ogni giorno provvedessero al sostentamento del lupo. Tutti all’unanimità promisero.
Dinanzi a tutto il popolo, su richiesta di San Francesco, il lupo inginocchiandosi e chinando il capo, con gesti mansueti, promise di osservare i patti di pace e di non nuocere a nessuno; poi, come segno di voler mantenere fede alla promessa, il lupo sollevò la zampa destra e la pose sopra la mano del santo. A seguito di ciò, fu tanta l’allegria e l’ammirazione di tutto il popolo, sia per la devozione del santo, sia per la novità del miracolo, sia per la pace del lupo, che tutti cominciarono ad alta voce a lodare e a benedire Dio, il quale aveva mandato loro S. Francesco, che per i suoi meriti li aveva liberati dalla bocca della crudele bestia.

Poi il lupo visse due anni a Gubbio e andava come un animale domestico di porta in porta senza far male a nessuno e senza che nessuno ne facesse a lui, nutrito generosamente dalla gente, senza che nessun cane gli abbaiasse. Due anni dopo morì di vecchiaia. I cittadini si rammaricarono molto, perchè, vedendolo andare mansueto per la città, si ricordavano meglio della virtù e della santità di San Francesco.


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